Si può parlare di sviluppo, di programmazione, di codice davanti a un aperitivo, sulla falsa riga dei talk brevi che caratterizzano format di successo come il TED, con la possibilità data a chiunque di condividere la propria esperienza come avesse a disposizione uno speaker corner stile Hyde Park?

Con questa idea nasce Javaspritz,il primo happening che coniuga l’aperitivo con lo sviluppo informatico. Un do ut des in cui Livecode prova a sdoganare ciò che la caratterizza – il fatto di avere tutte le professionalità necessarie allo sviluppo di una strategia al proprio interno, il confronto tra questi e la divulgazione del proprio know-how. Il confronto tra diverse esperienze di programmatori e sviluppatori abbatte i fortini in cui spesso gli stessi sono rintanati: lo scambio è arricchimento per entrambi, un’occasione di crescita bidirezionale che è l’unica alternativa a vecchie e obsolete strategie di lavoro in cui il know-how è un bene personale che non va né mostrato né condiviso.

“Anche se – spiega il CEO di Livecode e digital strategist Valerio Granato – l’elemento focale è dato dal fatto che l’agenzia di comunicazione inserisca i programmatori nel processo di analisi e sviluppo della strategia, un punto chiave del concetto di digital company e di teamworking che portiamo avanti. Da qui l’idea dello spritz: solitamente si pensa che siano i professionisti della comunicazione ad essere avvezzi a tali incontri, mentre per i programmatori session e confronti siano a base di pizza e Red Bull. Noi crediamo invece che il programmatore faccia parte del processo comunicativo e che programmare sia un processo creativo“.

Javaspritz quindi è anche un modo per trovare un punto di incontro tra i “comunicatori” e i “programmatori”, un terreno comune di confronto e dialogo in vista di un obiettivo comune. “Comunicatori e programmatori – spiegano gli organizzatori – avrebbero tante cose da dirsi e da condividere ma spesso non hanno un linguaggio comune. Anche questa è una sfida che cerchiamo di vincere con questo incontro”.

Lo spunto di Javaspritz

A dare un nome a un’idea che fino a quel momento era solo vagamente abbozzata è stato – in effetti – un curioso lapsus grammaticale (un javascript che si è trasformato in javaspritz durante una conversazione in ufficio). Attorno a questo termine coniato quasi casualmente, però, abbiamo dato vita a una community di sviluppatori che possono portare la passione fuori dagli uffici e trasferirla al bar, magari davanti a qualcosa da bere.

Lo sviluppo dell’idea: il design

logo javaspritz

Il logo di Javaspritz

Dal gioco al gettare le basi dell’evento il passo è stato breve. A partire dal concept grafico e dallo studio del brand e dell’immagine coordinata. Abbiamo voluto che i colori richiamassero quelli del logo originale di javascript, così come il font. Non poteva, quindi, nascere un logo che non fosse combinazione tra le due idee: il bicchiere per lo spritz, la lettera “J” forma una cannuccia, e la “S” galleggia nel liquido insieme ai cubetti di ghiaccio.

Diversi prototipi di logo sono stati sottoposti all’attenzione di utenti esperti di settore in vari gruppi social, community di designer e grafici. Un modo per avere consigli, ma anche un modo per creare curiosità e iniziare a coinvolgere persone in linea con il target dell’evento nella nascita della community Javaspritz.

Su questa base sono state sviluppate le grafiche per i social e tutto il coordinato grafico che caratterizzerà l’evento come t-shirt, roll-up, gadget e adesivi.

La landing page nerd-approved

Nulla è stato lasciato al caso. Compreso il portale di presentazione dell’evento, una scelta che coniuga le due anime di Javaspritz: in una colonna l’editor di testo che richiama quello utilizzato per la programmazione, nel corpo tutte le informazioni utili in linea con l’immagine coordinata e i testi sviluppati dal nostro reparto copywriting.

landing javaspritz.it

La landing di Javaspritz.it

La location e l’organizzazione dell’evento

Per il nostro primo Javaspritz, abbiamo scelto una location d’eccezione: il bar dell’Epoca di Piazza Bellini, un vero e proprio luogo cult della movida partenopea, noto anche come Peppe Spritz – appunto. Peppe, dal nome del proprietario, e spritz, dall’aperitivo a due euro che ha sdoganato il concetto di happy hour. Trenta posti, un ambiente familiare e un luogo abbastanza noto ma non convenzionale. In linea con l’idea di evento che volevamo imporre al nostro Javaspritz: divulgativo ma non formale.

Il primo Javaspritz (ci auguriamo di una lunga serie) è gratuito e, a spese di Livecode, abbiamo deciso di offrire lo spritz ai partecipanti prenotati insieme a una serie di simpatici gadget.

Concordati i dettagli di massima col locale e verificata la disponibilità, abbiamo deciso di gestire le prenotazioni con EventBrite. Abbiamo scelto EventBrite per la gestione delle prenotazioni perché offre maggiori garanzie logistiche e organizzative rispetto al classico e inflazionato evento Facebook. Tra questi, una diversa modalità di comunicazione con i prenotati e la possibilità di gestire liste di attesa: una scelta lungimirante considerando che siamo andati sold-out dopo nemmeno 24 ore. Almeno, così abbiamo avuto la possibilità di gestire e organizzare le prenotazioni pervenute in un secondo momento e iniziare a pensare seriamente a una seconda data, un Javaspritz 1.1.

La comunicazione social

La community cresce esponenzialmente sui social. La diffusione di Javaspritz investe principalmente Facebook, dove il riscontro tra gli utenti è elevato e il target individuato è uniforme e corrispondente a quello che volevamo raggiungere.

Un calendario editoriale fresco e vivace, post leggeri e una comunicazione seria – ma non seriosa – caratterizzano la comunicazione social media che ha veicolato soprattutto i valori e il messaggio di Javaspritz, senza dimenticare una sana e allegra ironia.

Da questo punto di vista, i contributi grafici e video sono stati sicuramente un valore aggiunto della comunicazione. Non ultimo, un breve trailer dell’evento che si rifà alla scena cult iniziale del film Trainspotting, con i nostri due sviluppatori – speaker e anime dell’evento – e il nostro sviluppatore che si lanciano in una corsa con una sola meta: il bar…

Infine, sull’argomento – che da sempre incuriosisce una stampa generalista a volte distante da questi temi – a ridosso dell’evento partirà la campagna stampa per raccontarvi come è andata. Speriamo bene, anzi… lo sappiamo già!

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