Entrata ormai nel vocabolario della maggior parte degli internauti e non, la SEO è una disciplina affascinante e amatissima, che tutti ma dico proprio tutti vorrebbero apprendere. Forse perché non hanno mai visto la nostra SEO Specialist Gloria Esposito a fine giornata.

gloria esposito seo specialist

Gloria all’ingresso e all’uscita dall’ufficio in una normale giornata di lavoro

 

Eh già. Lavorare sulla SEO è un lavoraccio duro che richiede:

  • competenza;
  • capacità di scrittura;
  • ricerca;
  • conoscenze tecniche;
  • visione globale.

Insomma, la solita cosa che non puoi affidare al famoso “cuggino bravo con i computer“. In una strategia integrata, la “scalata” nei motori di ricerca è parte integrante della visibilità che si desidera ottenere. Non diciamo di affidarci a noi (che comunque è la soluzione migliore :D) ma, nel momento che scegliete di fare operazioni SEO o di delegare ad altri operazioni SEO, ci sono degli errori da non commettere mai. Così, dopo il successo dei 5 errori da non commettere mai nel social media marketing e quelli da non commettere mai nel digital marketing in generale, arriva l’elenco dei…

5 ERRORI DA NON COMMETTERE MAI SULLA SEO

… sempre utilizzando a mano bassa i meme.

Error number #01: Per fare SEO basta scrivere un testo ottimizzato per i motori di ricerca.

Ve lo diciamo molto brevemente.
NO
NO
MA PROPRIO NO

Il SEO è composto da una molteplicità di fattori diversi. Ognuno dà il suo contributo per far sì che Google, Bing e gli altri lo preferiscano e lo piazzino in alto tra i risultati offerti all’utente. Velocità di risposta del server, struttura del sito, anche il modo in cui è scritto il codice sono fattori indispensabili che possono fare la differenza tra una strategia SEO riuscita e una meno riuscita.

Il rischio è quello di avere degli ottimi testi o un sito dal design accattivante che non è pubblicizzato: insomma, è come aprire un bellissimo negozio lontano da ogni strada e non dirlo a nessuno. I motori di ricerca sono un’importante fonte di traffico per tutti i siti web e – Google in primis – stanno cercando di interpretare sempre meglio la ricerca dell’utente per fornire i risultati corretti. Ad esempio se digito “TV LCD” probabilmente i primi risultati saranno di negozi online (ricerca transazionale) mentre se inserisco il codice preciso di un televisore potrebbero darmi i link al produttore e al manuale d’uso (ricerca informazionale). In alcuni casi il motore di ricerca mi dà direttamente il risultato voluto: avete mai provato a cercare su google “2+2” oppure “1 EUR USD”?

Error number #02: Per scrivere SEO bisogna dimenticare per sempre l’italiano.

meme seo fry

Diciamocelo: quante volte ci siamo trovati su Internet davanti a testi imbarazzanti che – ai profani – sembravano volontariamente scritti male? Signori, vi sveleremo un segreto: fare SEO non vuol dire dimenticare di scrivere in un linguaggio corretto. La sensazione che l’internauta prova nel trovare un testo del genere in pagina è di avere avanti degli arronzoni, che magari hanno tradotto un testo da un’altra lingua con Google Translate.

Inoltre, si finisce per rispondere alle esigenze di altri, non dell’utente. ERRORE GRAVISSIMO!

Se vogliamo essere presenti sui motori di ricerca dobbiamo iniziare a lavorare nell’ottica dello scrivere per soddisfare un’esigenza e l’esigenza – al contrario di quanti lavorano sul SEO tecnico – è quella di rispondere all’utente, non al motore di ricerca. Uno dei trucchi che adottiamo in Livecode è proprio quello di provare a dimenticare che c’è un motore di ricerca tra noi e l’utente, chiedendoci quando cerco quest’informazione, cosa vorrei sapere? Quindi anche in questo caso un sonoro no a testi autocelebrativi e autoreferenziali!

Dall’esperienza ventennale sulle tecnologie digitali, Livecode è un’azienda leader nella fornitura di servizi di alta qualità per le imprese che necessitano di marketing online.

NOIOSO E INUTILE! Tre righe di testo in cui non si capisce cosa facciamo!

Livecode è un’agenzia di comunicazione che fornisce servizi di marketing digitale (siti web, social network, mobile app) per le imprese che vogliono usare Internet per raggiungere nuovi clienti.

Più comprensibile, vero? Se poi vogliamo dire che siamo sul mercato da più di vent’anni e che siamo bravissimi possiamo scriverlo subito dopo (se proprio non potete farne a meno).

Error number #03: Per fare SEO bisogna solo ottimizzare i testi parte 2

Abbiamo detto già al punto #01 che i fattori di indicizzazione sono molteplici. I motori di ricerca ne valutano a centinaia per decidere in che ordine far apparire i siti web nei risultati della ricerca. Tra questi fattori c’è la velocità con cui il sito web risponde alle richieste e la qualità del sito intesa come: è sempre online oppure ha dei momenti di non raggiungibilità?

Questo è un fattore importante per il motore perché rischia di minare la sua stessa credibilità. A chi non darebbe fastidio se Google suggerisse dei siti web che poi non si aprono? A lungo andare, qualcuno inizierebbe a pensare (BLASFEMIA) che non è poi tanto affidabile.

Per valutare la velocità del proprio sito (non si può andare a occhio) ci sono strumenti affidabili e imparziali come WebPageTest e GTmetrix.

Error number #04: prendo un po’ di qua, prendo un po’ di là…

Un sito web statico può andar bene se non intendiamo usarlo per fare marketing ma semplicemente come riferimento per chi cerca il nostro numero di telefono o il nostro indirizzo. In quel caso infatti l’utente cercherà il nostro nome preciso sul motore di ricerca (es. Livecode Napoli, Livecode Web Agency o simili) e il motore risponderà con il nostro sito. Se invece vogliamo che i clienti ci trovino per ciò che vendiamo dobbiamo far capire al motore di ricerca che siamo autorevoli per quell’argomento.

E come si acquista autorevolezza? Regalando informazioni.

Abbiamo un ristorante? Scriviamo qualche trucco sul come fare fritti leggeri. Un’agenzia di viaggio? Scriviamo degli articoli sui luoghi da visitare. Siamo hair stylist? Spieghiamo come affrontare i giorni di pioggia per chi ha i capelli ricci.

MA ATTENZIONE!

I contenuti devono essere nostri, non copiati e devono essere dosati correttamente. Anche scriverne cento e inserirli tutti insieme è errato. Se invece ne inseriamo uno a settimana – o al giorno, al mese, va fatta un’analisi – il motore di ricerca saprà che ogni tot deve venire a controllare il nostro sito in cerca di aggiornamenti e inizierà a darci maggiore autorevolezza per quell’argomento. Il Plagiarism Detector ci viene in aiuto sia controllando che il nostro testo non sia un duplicato – utile quando i testi li commissioniamo ad altri – sia per rassicurarci sul fatto che nessuno stia copiando i nostri contenuti.

Error number #05: prendo un po’ di qua, prendo un po’ di là…

Ho un negozio di televisori a Napoli e voglio essere in SERP (Search Engine Result Page – i risultati del motore di ricerca) in prima posizione per “TV”. Improbabile, se non impossibile. Ma soprattutto: inutile. Se sono uno store di Napoli e il mio sito viene restituito come risultato a un utente di Segrate, a meno che io non venda online ho sprecato i miei sforzi.

Se invece lavoro per essere trovato con chiavi di ricerca localizzate, come ad esempio “Vendita tv Napoli” o “Televisori in offerta Napoli” o anche – dipende dal mio target – “Televisioni occasione” è maggiormente probabile che i miei sforzi si trasformino in una conversione: in parole povere la vendita dei miei prodotti. C’è anche un vantaggio supplementare: piano piano inizierò a salire anche per le chiavi di ricerca più brevi.
Uno strumento utile per controllare il posizionamento del mio sito web è SeoZoom.

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